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Gli Ansiosi si addormentano contando le Apocalissi Zombie – Alec Bogdanovic

Ansia. Una parola pesante per una malattia piuttosto diffusa.

Il protagonista del romanzo d’esordio di Alec Bogdanovic ne è affetto praticamente da sempre. E da sempre ha dovuto imparare a conviverci. Non esistendo, purtroppo, un elisir in grado di cancellarla, come tutti gli ansiosi, cerca di crearne uno tutto suo, per sopravvivere. Si lancia così in una sequela di avventure e tentativi tutti accomunati dal denominatore della lotta all’ansia.

Dal metodo The Sims al calcolo matematico, dallo studio degli equilibri ormonali al bondage, arriva persino a sottoporsi ad una delicata operazione chirurgica pur di riuscire a gestire almeno uno dei risvolti della sua ansia.

Le tragicomiche avventure del protagonista – senza nome perché il romanzo è scritto in forma autobiografica – si accompagnano ad umorismo sferzante, irriverente, spesso volgare e politicamente scorretto. A tratti risulta persino sgradevole ma ad urtare la sensibilità del lettore è la problematicità del suo protagonista e le domande sull’onestà delle proprie opinioni che fa porre al lettore.

L’antieroe ha suscitato in me, infatti, sentimenti contrastanti, simili a quelli che provai per il Barney di Mordecai Richler. Sgradevole, misogino, con una relazione problematica con se stesso, rovescia sul mondo e tutti coloro che lo circondano le proprie frustrazioni. Le sue vicende, che talvolta sfociano nel grottesco, si fanno portavoce del suo difficile rapporto con la propria persona ed è quest’ultimo la radice dei suoi rapporti con gli altri. La povertà delle relazioni che riesce ad intessere – la più onesta e profonda è quella con il suo mentore ma ad un certo punto è nata in me l’impressione che questi non fosse altro che una proiezione delle necessità del protagonista – affonda le sue radici nel disprezzo che ha per sé.

Al punto che ho iniziato a chiedermi se “La Recesitric*” – figura spaventosa e disprezzata che viene paventata spesso nel corso del romanzo – non sia altro che la parte ipercritica nei confronti di se stesso.

Onestamente lo spero. Perché se così non fosse allora sarebbe l’unico difetto di un romanzo altrimenti ben scritto.

La Citazione

Ho cominciato a soffrire d’insonnia all’età di sedici anni. Ricordo che tornavo a casa troppo stanco per studiare, così passavo la giornata a rimandare: dopo pranzo, dopo i Simpson, me lo studio la sera così si fissa meglio in testa. Però c’è un bel film, vabbè facciamo dopo il film. Dopo aver passato tutta la giornata così, arrivavo alla notte con gli occhi che non ce la facevano a star su, allora decidevo di mettermi la sveglia mezz’ora prima in modo da anestetizzare l’ansia e riuscire ad addormentarmi tranquillo col proposito che avrei studiato una volta sveglio. Quando mi svegliavo però la roba da studiare era troppa per mezz’ora, e alla fine mi limitavo a leggere solo i titoli dei capitoli, pensando che in caso di interrogazione avrei improvvisato. Pian piano però la mia amigdala cominciò a capire il trucco e decise che mezz’ora non era più sufficiente, diventò quindi un’ora, poi un’ora e mezza, poi due ore. Alla fine ero arrivato al paradosso di far suonare la sveglia ancor prima che riuscissi a prendere sonno. Fu allora che chiesi a mio padre di cambiare scuola, ma lui mi consigliò di ripetere il mantra «posso farcela, ce la farò». Inoltre, per darmi la carica, mi spiegò che gli ostacoli non si evitano ma si superano, e si produsse in qualcun altro di questi motivational che si trovano appesi alle pareti d’ufficio degli imbecilli o condivisi sulle bacheche Facebook di altrettanti imbecilli.

Un Pregio

Riesce a parlare con leggerezza e divertendo lo spettatore di un argomento altrimenti pesante.

Un difetto

La figura della Recensitric*: appare sporadicamente e il suo ruolo narrativo potrebbe essere duplice. Nel caso fosse solo un tentativo di polemizzare nei confronti di un certo tipo di recensore donna (altrimenti non si spiega la femminilizzazione del sostantivo), sarebbe un caduta di stile. Nonostante, infatti, si faccia portatore di una polemica intelligente nei confronti di un certo tipo di giornalismo o blogger, è mia opinione che questo problema sia generale. A prescindere dal genere di appartenenza.

Autore: Alec Bogdanovic

Titolo: Gli ansiosi si addormentano contando le Apocalissi Zombie

Editore: Rogas Edizioni